Lunedinsella – Supersport e Moto 2

Parliamo delle due categorie destinate alle 600 e a quei piloti non abbastanza adulti/ricchi/empatici/talentuosi per correre in classe regina o non abbastanza deboli per fare i campionati nazionali. La Supersport ha vissuto un 2016 particolare, con Krummenacher che ha messo in crisi Sofouglu nella prima parte del campionato e un Tuuli che ha dimostrato che un finlandese sconosciuto e inesperto su una Yamaha poco più che privata può fare 3 podi consecutivi in altrettante apparizioni.

Krummenacher è stato premiato ereditando la Kawasaki Superbike scartata da Melandri (team Puccetti), una sorta di “ti promuoviamo” travestito da “levati dai coglioni, che la Supersport deve vincerla il turco”. O viceversa.

Tuuli invece ha rischiato tre volte di vincere, dimostrando che anni di sviluppo semiufficiale di Honda e Mv Agusta siano stati sepolti in 3 gare da una Yamaha decisamente privata affidata a Mika Kallio (talento inespresso del motomondiale). Con buona pace di Sofouglu che guida la moto migliore in una categoria che conosce meglio del salotto di casa sua.

I co-protagonisti del 2014/2015/2016 (Cluzel – Jacobsen) fanno invece scambio di sella, il francese va in Honda, l’americano in MV Agusta. Chissà.
Poco altro da dire, su 30 al via, pochi davvero hanno il giusto talento per fare costantemente la differenza. Per il 2017 ci aspettiamo quindi il solito Sofouglu contro i giovani talenti Yamaha (Tuuli e Caricasulo su tutti)

In Moto2 hanno lasciato andar via Zarco, Lowes e Rins, in pratica il miglior compromesso tra velocità e talento della categoria. I sostituti sono di un livello a mio avviso minore: Binder guiderà una moto nuovissima (KTM), Quartararo ha fatto notevolmente cagare nel biennio in Moto3 e Navarro è un cascatore che non ci farà rimpiangere le vaccate di Lowes e Folger (amanti della ghiaia prematuramente trasferiti in MotoGP). Arriva però Pawi, il malese che sul bagnato va come come Rossi sull’asciutto ma che sull’asciutto va come Lorenzo sul bagnato.
Per una volta gli italiani sono tra i favoriti, in particolare Morbidelli, talento purissimo che viene direttamente dalle Stock e che nell’ultimo biennio è cresciuto tanto, gradualmente e maturando un’intelligenza di gara abbastanza positiva.

Ok?

No. I test per ora mi danno torto su tutto, o quasi.

Il più veloce è stato Oliveira, vice campione del mondo moto3 nel 2015, capace di mettere davanti a tutti la sorprendente KTM (che poi è una Honda con telaio KTM e sospensione OW), precedendo proprio Quartararo, il rookie francese che gira subito più rapido dei più esperti Luthi, Corsi e Cortese.
Navarro invece, tanto per non screditare la definizione moto2 = aborto motociclistico, ha provato con una moto stradale (una Yamaha R6) perché la sua Moto2 mancava.
Bene Schotter sulla rediviva Suter, in terza posizione.
A proposito, 3 telai diversi nei primi 3 posti.
Si prospetta una stagione particolare, speriamo che lo spettacolo sia genuino.

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