Love will tears us apart… again!

Si erano conosciuti in mare, come in un racconto vittoriano. Avevano saltato i sottintesi e la retorica, abbracciandosi quasi subito. Nessun complimento esplicito, salvo il cercarsi in continuazione con lo sguardo. Desiderarsi con un sordido sorriso. In acqua nulla resta immobile, ma tutto galleggia. Così il loro affetto. Erano giovani, ma non abbastanza a confondere la realtà con i romanzi rosa. Per dirla con i linea 77, la vita a volte sa di fragola, ma molto spesso è merda. Erano come un demo-tape, tanta attitudine e pochi fronzoli. Un giorno il vento cessò. Lui restò lì, a fissare il mare, lei si allontanò, per tornare in città. Chilometri di promesse rese importuali dalla consapevolezza, in quel momento precisa, che un amore puro si stesse trasformando in cieco rancore. Le liti, i silenzi, milioni di ragioni per privare di qualsiasi epiteto quello che era cominciato come “meraviglioso” e che ora diveniva “anonimo”. Sì, perché quando ci si vuole bene non ci si chiama per nome, ma ci si guarda; e certamente non si perde tempo a dare definizioni, perché la bocca è impegnata a baciare, leccare, succhiare. Perciò dimenticarono il nome della persona di cui non sarebbero mai riusciti a dimenticare lo sguardo addolorato. Fu una consolazione rendersi conto che l’amore li avrebbe devastati ancora in futuro…

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