Il silenzioso valzer dei mangiammerda.

Non parlavamo. Ci spedivamo i messaggi vocali su whatsapp, completamente silenziosi. A volte ti facevo sentire che ascoltavo gli Asia, oppure come il vento soffiava forte. Tu rispondevi con Dust in The Wind oppure il suono del mare. Le parole erano poche, spesso timide. E ugualmente gli sms, così telegrafici nella loro essenzialità affettuosa. Nel frattempo c’era chi diventava popolare sui social, e chi criticava l’ennesima inutile hit di Laura Pausini. Qualcuno faceva suonare il vinile di Rexanthony, o qualsiasi altra opera elettronica completamente sottovalutata, ma comunque apprezzata, dalle masse.
Era un’estate di passeggiate al molo, a comprare pesce fresco e fotografare le barche. Oppure di lunghi bagni nel mare, fregandosene di che ore fossero e se avessimo appena mangiato. C’erano le gite di lavoro, spesso in orari improponibili o scomodi. Quelle stalle in mezzo al nulla dove il fattore ti offriva una birra e ti chiamava “ingegnere”. C’era chi si ammalava di raffreddore in Agosto, chi prendeva il mal di denti di sabato e chi aveva il mestruo nell’unico weekend in cui rientrava il marito dal “continente”.
Passeggiavo in questi viali infiniti circondati di more, osservando una fila di case in costruzione: una di quelle era la nostra. Sapevamo dove avremmo messo i miei strumenti, e il tuo pianoforte, e l’albero di albicocche. Sapevamo dove avrebbero parcheggiato le auto i nostri amici e cosa cucinare per cena.
A volte ci addormentavamo in sala, con i piedi poggiati sul muro, sollevati, e la testa sul pavimento. Altre volte cominciavamo a scopare alle due del mattino e non ci fermavamo finché i vicini non chiamavano i Carabinieri.
Le nostre biciclette parcheggiate nel viale, sempre in mezzo quando qualcuno doveva passare. Le stupide scene di vita quotidiana riprese con la reflex e poi montate con i Soundgarden in sottofondo. La percezione che stesse cominciando qualcosa di meraviglioso e che invece si spezzò con un soffio di vento. Quel vento che a volte soffia romanticismo, e che altre ricorda che non poco lontano hai sepolto una tonnellata di merdose bugie.

«Ti fermi a cena da me?» mi chiedesti.

«Hoggiamangiato!» risposi, ripulendomi le labbra ancora sporche di una sostanza marrone.

Coprafagia forever.

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41 pensieri riguardo “Il silenzioso valzer dei mangiammerda.

  1. “Le stupide scene di vita quotidiana riprese con la reflex e poi montate con i Soundgarden in sottofondo. La percezione che stesse cominciando qualcosa di meraviglioso e che invece si spezzò con un soffio di vento.”
    Dannata e ingannevole percezione…
    Ps. I Soundgarden sono stati un colpo basso…

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                    1. Considerato che un paio di volte mi han confusa con mia sorella piccola che ha 24 anni,facendo una media ho ancora 30 anni e sinceramente a me piace tantissimo avere 30 anni… Sto benissimo da trentenne…

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  2. Quel vento che a volte soffia romanticismo, e che altre ricorda che non poco lontano hai sepolto una tonnellata di merdose bugie.
    hai riportato in vita vecchi fantasmi…sei sempre molto bravo ad incastrar parole…come ti ricordavo…ciao vik

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