La schiava sarda – pt. 4

Autunno 1995
Marghine – Sardegna centro-occidentale

«Chi hai ucciso?» ripete Andrea, il maresciallo.
Francesca si guarda attorno. Nessuno nelle vicinanze!
«Era un tedesco. Non conosco il motivo. Mi è stato ordinato di ucciderlo e ho obbedito».
Il maresciallo annuisce e si congeda. Per ora. c9bc1029-f182-4146-97af-9acc8c247219

Dopo l’ennesimo passaggio di Destinazione Paradiso, e dopo aver speso qualche parola sul divorzio di Emma Thompson e Kenneth Branagh, il DJ annuncia She’s a River dei Simple Minds.
«Niente?» si informa Francesca, quando la schiava la raggiunge nel suo appartamento.
«Nessuna parola, Padrona», replica l’altra, dispiaciuta. «Ha fatto colazione, poi è rimasto seduto a leggere fino alle undici. Ha fatto una passeggiata fino all’edicola, dove ha acquistato il Corriere e l’Unione. Si è chiuso in stanza fino all’una e un quarto. Infine è sceso in ristorante per pranzo».
Si riferiscono a Andy Koller, investigatore tedesco giunto all’Hotel 2020 tre giorni fa. È evidentemente sulle tracce di Jürgen, l’uomo che Francesca ha ucciso e macellato.
«Nessuna domanda?»
«Nessuna domanda, Padrona».
Francesca sbuffa. Poi indica il pavimento. Marina si inginocchia. Dopo aver inferto alla schiava uno schiaffo preciso sulla guancia sinistra, la Padrona si allontana. È di ritorno un minuto dopo, porgendo all’altra un piatto piano e un bicchiere. Marina, tanto disgustata quanto eccitata, pregusta l’ordine successivo.
«È di tuo gradimento?» sussurra Francesca, assolutamente maliziosa.
«Sì, Padrona».
«Allora buon appetito!»
«Grazie, Padrona», replica Marina, prima di adempiere devotamente. La vagina le pulsa, ben lubrificata e umida. La visione paradisiaca delle gambe della Padrona, perfettamente fasciate da un paio di calze velate e da una gonna corta a trama scozzese, è contrapposta alla portata sadica del pranzo. Il bicchiere, un 20 cl riempito a metà, contiene un liquido paglierino dall’odore indiscutibile: è urina. Sul piatto è invece adagiata una montagnetta marrone defecata in mattinata.
«Non essere ingorda», suggerisce maligna Francesca, osservando compiaciuta la scena.
«Mi perdoni, Padrona», si scusa Marina, combattuta tra libido e nausea.
Francesca non potrebbe trovare una schiava migliore. Marina non è solo bella, è anche completamente immersa nel proprio ruolo. Davanti a un ordine non vacilla mai. Le si impartisce un’istruzione e lei la svolge istantaneamente. Sempre. Ha obbedito anche quando le è stato chiesto di assaggiare il sesso cadaverico di Jürgen.

Seduto nel divano della hall, di fronte al banco della reception, Andy è assorto nella lettura di The Moor’s Last Sigh di Salman Rushdie. Francesca è invece distratta dall’episodio di Willie, il principe di Bel Air.
«Posso fare una domanda?» chiede improvvisamente il tedesco, esibendo un italiano notevolmente vincolato alla pronuncia germanica, ma comunque impeccabile.
«Certo», replica flemmatica, abbassando il volume del televisore.
«Avete una cantina?» la interroga Andy.
«È un albergo», chiosa lei.
Nonostante la risposta elusiva, Andy non vacilla. Secondo i documenti catastali, il piano interrato dovrebbe contenere tre locali: la dispensa; un bagno di servizio; un terzo ambiente, etichettato in maniera generica, con le dimensioni tipiche di una sala macchine. È intenzione del tedesco scoprire l’utilità di quell’ultima, nonché generica, terza stanza.
«È un albergo!» ripete lui, con tono asciutto. «Posso fumare?»
«Non è vietato».
Andy estrae un pacchetto di Winston dalla tasca superiore della giacca. Ne porta una alla bocca e la accende. Francesca fessura lo sguardo e riflette. In tre giorni non è mai capitato di osservare il tedesco fumare. Anzi, pulendogli la stanza, non ha avvertito odore di fumo; né ha trovato cadaveri di sigaretta nei posacenere. E non è tutto! L’accendino che ha appena usato, è identico a quello stivato nella specchiera della C20. È solo una coincidenza?
«Ha altre domande?» aggiunge preoccupata la ventunenne.
Andy scuote il capo, in segno di diniego. Francesca si alza dal divano e controlla il quadrante del cronografo che indossa al polso sinistro.
«Es gibt nur zwei gute Weiber auf der welt», sibila sottovoce, con compassata ironia, il tedesco. «Die Ein ist gestorben, die Andere nicht zu finden».
Francesca non ha capito, ma non ha intenzione di chiedere spiegazioni. Si limita ad allontanarsi.

 

nota: immagine presa dal web.

nota: immagine presa dal web.

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