Anyway the wind blows…

Eri abituato a vedere il prossimo pendere dalle tue labbra, ora aspetti educatamente in coda che si decidano ad occuparsi di te. Davi in escandescenza per un nulla, ora non ti incazzi nemmeno quando dovresti. A loro non importa chi sei stato, l’importante è che rispetti le regole, le loro regole.

Così anche se il medico è in ritardo, si dispensa dalle scuse, e non sarà certamente la segretaria a farlo al posto suo; però tuoneranno a voce alta che devi prendere il tagliandino, anche se in realtà lo avresti già preso.

Ma non importa. Ripeti codice fiscale e numero di telefono a memoria, sorridi, poi te ne freghi se assomigli a tutti gli altri e, soprattutto, non badi troppo al fatto che “tutti gli altri” sono troppo identici al come non vorresti essere.

Siamo nell’era dei social, dei tuoi terrificanti coetanei sui social, e dunque è tutto un riverbero di video azionati da FB o Youtube: e sticazzi se a te frega nulla, loro condividono con volumi da arresto. Certo, sarebbe bello che parlaste de Il Carosello o dei Beatles, ma loro sono impegnati a credere a tutte le bufale iperboliche che trovano in rete.

Infine arriva il tuo turno e fai come ti dicono di fare, circondato da persone che, bene o male, con te non sanno che pesci pigliare: forse perché sei diverso dalla norma, tu ti lamenti solo quando stai davvero male.  E in fondo è questo che disturba certi medici, il cospetto di pazienti che seguono le istruzioni alla lettera.

Nel tuo passato c’è l’Africa, una dittatura sanguinosa attraverso la quale sei passato senza problemi, mostrando quel cazzo di pelo sullo stomaco che tanti tra noi non avranno mai; hai pagato carissimo ogni singolo errore, e ci si è dimenticati di quando sei stato generoso, molto generoso.

Deve essere strano essere te, deve essere strano vivere ogni singolo disagio fisico come un motivo di disturbo per il prossimo e non come un tuo personale momento di sofferenza. In fondo le circostanze ti hanno privato di tutto ciò a cui tenevi, e ok, puoi fartene una ragione; ma mi lascia a bocca aperta osservare che non protesti per la privazione che lentamente devi subire della tua reputazione, perché quella, ne sono certo, te la sei merita.

Comunque hai buoni amici che ogni tanto si ricordano di te, e forse tanto ti basta; o forse no, ma tanto non ce lo fai sapere. Per te, come sempre, è tutto bene!

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