Lunedinsella – Lorenzo come Rossi!

A Valencia è terminata la stagione 2016 del motomondiale e, appena due giorni dopo, è cominciata quella 2017. Ovviamente gli occhi degli appassionati erano puntati soprattutto sul binomio Lorenzo-Ducati, perché nemmeno nel 2016 si è dissipata la percezione che la rossa resti molto complicata da guidare. Ci si attendeva il doppio miracolo, sia quello del maiorchino, che doveva magicamente tramutarsi in Stoner, sia quello della desmosedici, che doveva diventare dolce come una Yamaha. Non è successo.

Succederà?
Secondo me no, e provo a spiegarmi.

1. Le regole.
Nel 2017 saranno vietate le appendici aerodinamiche. Ducati perderà quindi alcuni vantaggi di cui ha goduto nel 2016. La rossa, senza gli “alettoni” tende a sollevarsi, quindi diventa ingovernabile in accelerazione. In soldoni, durante la corsa, sarà necessario uno sforzo fisico notevole per tenere l’anteriore “basso”. Questo significa maggiore fatica e decimi buttati accelerazione dopo accelerazione.

2. Il carattere.
Ducati resta ruvida, alette o meno. La versione 2017, secondo Dovizioso, ha i limiti di sterzata tipici della rossa. Questo significa che Lorenzo, da sempre emblema della guida pulita e precisa, si troverà privato o comunque limitato di una delle sue caratteristiche peculiari.

3. Lo staff.
Lorenzo perde Ramon Forcada e trova Cristian Gabarrini. Il feeling sarà differente, anche perché Gabarrini negli ultimi anni ha lavorato in Honda e non in Ducati. Di fatto il maiorchino dovrà non solo abituarsi a una nuova moto ma anche a un nuovo capotecnico.

4. Le piste.
Ducati nel 2016 ha vinto due gare: Austria, dove aveva un vantaggio tecnico notevole; Sepang, dove il bagnato ha fatto la differenza. Ipotizzabile che nel 2017 Honda e Yamaha cercheranno di recuperare qualcosa in Austria; ipotizzabile che non sarà sufficiente che piova nelle piste con rettilinei chilometrici (Qatar e Austin in particolare).

5. Il livello tecnico.
Rossi ha corso in Ducati nel biennio 2011-2012 e in squadra aveva Hayden. I top rider erano Lorenzo e Stoner. Gli uomini da podio Pedrosa, Spies, Simoncelli (2011), Bautista (2012), Dovizioso e Crutchlow. Lorenzo troverà una situazione più complessa: Marquez sarà il favorito. Vinales e Rossi saranno sicuramente molto vicini al 93. Pedrosa, Crutchlow e Iannone potranno aspirare a vincere almeno una gara. Folger e Zarco, stando ai test o addirittura Espargaro (Aleix) potrebbero puntare a qualche podio. In squadra avrà Dovizioso e il nucleo composto da Redding, Bautista, Petrucci.

Potrei però sbagliarmi.

1. Le regole.
Dall’Igna ha fatto tanti step positivi in questi anni, riuscirà a inventarsi qualcosa di diverso e altrettanto efficace.

2. Il carattere.
La Yamaha in mano a Lorenzo non girava come in mano a Rossi o Ben Spies. Il maiorchino nella fluidità di guida ci mette anche del suo. Inoltre la Aprilia 250 non era esattamente un giocattolo.

3. Lo staff.
Gabarrini è comunque esperto, ha lavorato con Stoner e nel 2016 è salito sul podio grazie alla vittoria di Miller. Ducati inoltre è nel mondiale da 15 stagioni, un numero sufficiente per poter parlare di grandissima esperienza.

4. Le piste.
La rossa nel 2016 è sembrata fuorigioco per il podio solo a Jerez e Barcelona. Iannone e Dovi hanno raccolto 2 vittorie e 9 podi (10 con quello di Redding), in un contesto in cui Honda e Yamaha schieravano 5 top rider e Suzuki volava con Vinales.

5. Il livello tecnico.
Marquez è il solo che può fare tanta paura a Lorenzo. Lo dicono i numeri e lo dice il titolo straordinario del 2016. Rossi è veloce e furbo ma ha la sua età; Vinales ha potenzialità, ma la MotoGp insegna che si vince solo quando si vince. Pedrosa – Dovizioso – Iannone – Crutchlow sono veloci, ma non sembrano al livello di Lorenzo. Solo Iannone potrebbe diventare la folle incognita del mondiale. Se Lorenzo non vorrà vincere subito, potrebbe arrivare ai primi.

Queste ovviamente sono impressioni. Le vere risposte, le avremo dalla pista.

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7 pensieri riguardo “Lunedinsella – Lorenzo come Rossi!

  1. un’esposizione accurata che condivido. Il 2017 sarà un anno ancoro più complicato del 2016. Basta ricordare che i 18 gran premi hanno avuto 9 vincitori. E il prossimo anno crescono i pretendenti. Vincerà chi saprà commettere meno errori. Certo marquez e Honda sono i favoriti ma gli altri non stanno a guardare. Anche KTM, la new entry, sembra ben attrezzata. Non fara sfracelli ma qualche fastidio lo darà, specialmente nelle qualifiche
    Credo che il 2017 sarà un anno combattuto in tutte e tre le classi.

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      1. In effetti mi è piaciuto di più kallio a Valencia, anche se non ha terminato la gara per problemi tecnici. In prova non è stato male, anche se come pilota non è niente di eccelso.
        Penso anch’io a questo terzetto.
        In moto2 Bagnaia è andato forte sul bagnato, come Manzi. Penso che sarà un bel campionato

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        1. Kallio piace tanto anche a me. Ha rischiato due volte il titolo, sia in 125 con la KTM (unico nella storia), sia in Moto2. È esperto, ha scoperto Tuuli in questo 2016. Vedremo.

          Bagnaia mi fa piacere. Ha avuto una carriera strana, ma ha talento e personalità. Migliore degli italiani secondo me. Manzi boh… è un pilota che non mi ha mai convinto. Benino anche il mio adorato DiGiannantonio!

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          1. è vero avrebbe meritato di vincere nelle categorie minori – si fa per dire. Poi si è smarrito con le open. Però è in gamba.
            Uno nuovo della moto2, Bagnaia, mettere in riga tutti sul bagnato non è poco con tempi niente male. Manzi? Ha 17 anni, almeno mi è parso di leggere, facciamolo crescere. Non adatto alla moto3 per struttura fisica, dicono che farà bene nella moto2.
            Stavo leggendo i risultati dei nuovi test a jerez. Rea con la ninja è andato forte. Veramente bravo.

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            1. Mi sa che Kallio non ha mai guidato Open, anzi, nel 2009 salì sulla Ducati di Stoner. – Riguardo Manzi: la questione del peso non mi piace, perché è un alibi. Rossi vinse nonostante il peso, il Sic invece lo trasformò in una pericolosa occasione per giustificare ogni vaccata. In WSBK abbiamo la doppia prova (Davies e Camier) che puoi compensare il peso.
              Riguardo Rea: a me piace, lo sai. Tanti anni a fare gavetta in CBR. Merita questi risultati.

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              1. E’ vero. Kallio non ha mai corso con le open ma con le Ducati – factory come hai citato e Pramac. Poi è tornato in moto2.
                Manzi non lo conosco, anche se pare che corra da 3 anni. Ergo da quando aveva 14 o 15 anni. Se Rossi giura sulla sua riuscita, qualche dote l’avrà. L’alibi peso? Può darsi. però ci credono. Piloti italiani rodati in moto3 ce ne sono. Quindi non so che dire.
                Bagnaia è forte e sta crescendo bene.
                So che Rea ti piace. Giusto dargli i meriti che gli spettano.

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