Anche ai coprofagi piace il bacon.

L’Olanda? In giornate come oggi ha un aspetto devastante. Ha quella faccia da ciccione appena sveglio, con gli occhi spiritati di chi mangerebbe anche merda se il cuoco la friggesse con il bacon. Che poi solo i ciccioni associano il lemma “bacon” alla pancetta; noi altri quando si parla di Bacon, pensiamo a Bacone, Francis Bacon, il filosofo inglese, quello che disse che la Verità è figlia del tempo. È vero in fondo, molte volte è sufficiente aspettare per constatare come davvero vadano le cose. In cucina il tempo è sovrano, sempre: se hai fretta, il cibo esce crudo; se sei lento, il cibo esce scotto o bruciato. Ma quegli stronzi la fuori mica lo sanno. Non pensano certo a Bacone quando si affollano sul vassoio dei croissant caldi, e sicuramente non apprezzano che siano cotti a puntino. E noi qui, pazienti e gentili, a farci insultare da questo ginepraio di pseudotossici invasati che scelgono l’Olanda per le prostitute e i cofè-shop. È tutto qui? Siamo solo puttane e droga? Per gli italiani sì. Vengono a trovarci solo per quello, perché sono troppo stupidi per accorgersi davvero di quanto sia meravigliosa questa terra. Ed è questo che li fotte, questo loro non rendersi mai conto del contesto in cui svolgono le loro attività preferite: litigare e protestare in modo chiassoso. Certo, non sono tutti così, ma le eccezioni sono talmente poche da diventare irrilevanti.

Lui è un’eccezione. Di chi parlo? Del tizio seduto al tavolo centrale, quello con i capelli rasati e con quella strana escoriazione al polso sinistro, escoriazione che nessuno probabilmente noterà. Lui è sempre silenzioso, fa la fila, non protesta ed è educato. Brav’uomo? Non saprei. Molti miei dipendenti sono suoi clienti e sinceramente credo che un pusher educato resti comunque un pericolo. Anche quell’altra è educata. Quella tizia lì, la bionda. Quella che sta entrando nella sala e sta raggiungendo il pusher al tavolo. La loro storia è interessante e ve la racconterei se la conoscessi o se avessi tempo o se avessi voglia. Ma mi chiamano in cucina, mi chiamano perché il latte è quasi pronto e non possiamo certo portarlo in sala senza prima sputarci dentro. Del resto agli italiani non piace che non si sputi nel cibo, perché non si sentirebbero a casa.

Dimenticavo: se vi interessa la storia del pusher e della bionda, la trovate qui. Gratis. Boh, approfittatene. A voi italiani piace la roba gratis no? Alla prossima.

  • Klepsydra è scritto a quattro mani con B. Polare

 
In alternativa Klepsydra lo trovate anche su Le Storie di B al seguente link:
LeStorieDiB

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17 pensieri riguardo “Anche ai coprofagi piace il bacon.

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