L’altra bionda succhiava meglio.

«Parlami di te».
«Ho quarant’anni e faccio un lavoro da ventenne».
«E poi?»
«Non c’è altro».
«Allora parlami di me».

Parlarti di te? Sarebbe complicato parlare di te. È complicato descrivere qualcuno che non conosciamo, è complicato soprattutto se lo abbiamo sempre trattato con superficialità e indifferenza. Non ricordo da quanto ti conosco e, ancora peggio, non ricordo il come ci siamo incontrati. La differenza spesso la fanno i dettagli e, in questo caso, i tuoi dettagli non hanno fatto la differenza. Ma esiste un Dio per quelli come noi, un Dio che ci osserva e protegge, il Dio Delle Scopamicizie. Il Dio delle Scopamicizie è un’entità ineffabile e onnisciente che ci metta in bocca le parole giuste per permetterci, in futuro, di mettere in bocca qualcos’altro.

«Sei una persona profonda», proferisco dunque, mostrando un sorriso artefatto ma evidentemente credibile «sei una persona profonda e sensibile».

E a volte è sufficiente. È sufficiente il binomio “profondo” e “sensibile” per ritrovarsi il cazzo inzuppato di saliva o un capezzolo in bocca; è sufficiente rispondere in modo semplice e nemmeno particolarmente impegnativo per continuare a sfondare sfinteri promiscui. In fondo si rimorchia maggiormente con i “mi piace il tuo seno” piuttosto che con i “mi innamorerei di te”. E infatti taci, sei felice, il tuo capo si poggia sul mio sterno, le tue labbra baciano dolcemente l’incavo tra costole e ombelico, le tue mani accarezzano l’interno della mia coscia. Le mie invece di mani sono tra i tuoi capelli, i tuoi capelli morbidi e lisci, i tuoi capelli biondi. Il biondo surrogato.

«Mi piace qui», sussurri dolcemente «c’è tanta pace a casa tua».

Ma quella a casa mia non è pace, è silenzio, un freddo e inquietante silenzio. A casa mia vige il silenzio, un silenzio che ogni tanto metto a tacere o con un disco dei PanterA, o con una bionda che mugola, oppure con entrambe le cose. Abbiamo cominciato a baciarci sulle prime note di Vulgar Display of Power; ti ho leccato la fica tra il bridge di Mouth For War e il secondo ritornello di This Love; me lo hai succhiato fino al solo di Rise; infine ti ho penetrata e ora ci stiamo coccolando con Hollow in sottofondo. Sono strane le coccole da sesso occasionale, sono prive di qualsiasi forma di affetto e, contemporaneamente, così spaventosamente appaganti, è una sorta di reciproco esplorarsi, stuzzicarsi, ma senza tutte quelle menate del cuore che batte e via discorrendo. È il corrispondente erotico del godersi il sapore di un frutto mentre lo si mangia.

«Quando sei stato in Toscana?»

Non sono mai stato in Toscana; non sono mai stato a Santa Maria Novella, né al Fosso Reale, né al Palazzo Pfanner, né a Capoliveri. Quelle appesa all’armadio, sono foto scattate da un’altra persona, foto che ho ricevuto per posta e a cui ha dato un significato molto più intenso della semplice constatazione di scienza.
La mia mano finisce sulla tua nuca bionda, non credo sia complesso capire le mie intenzioni, sicuramente non lo è per te, ma un conto sono le intenzioni e un conto è il risultato finale. C’era una bionda a cui non dispiaceva che la mia mano sulla nuca le indicasse la via; anzi, le piaceva assecondarmi, scendendo lentamente, lasciando piccoli baci durante il percorso, creando un sentiero di saliva tracciato dalla punta della lingua.

«Non mi va», proferisci in modo inequivocabile, «l’ho fatto prima, e non è piacevole».

Punti di vista.
A me non dispiace restare mezz’ora con la fica tra le labbra, non mi dispiace che sia la partner a scegliere se e quando sia sufficiente, non mi dispiace impegnarmi talmente tanto da guadagnarmi un “la lecchi davvero bene” che accresca la mia autostima e le possibilità di leccarla ancora in futuro. Ma per te no, è sufficiente un bocchino, uno solo, un bocchino che sia finito prima che Dimebag dia nuovamente occasione a Phil Anselmo di ripeterci retoricamente cosa ci sia di sbagliato nella nostra mente.
La ragazza delle foto, quella che mi ha mandato le istantanee della toscana, non aveva mai fretta, anzi, i suoi pompini duravano da Cemetery Gates a The Art Of Shredding. Comunque non era solo la quantità a fare la differenza, ma la qualità. La bionda toscana aveva una maniera tutta particolare di farmi star bene, la sua lingua restava interi secondi sul frenulo, a stuzzicarlo, eccitarlo, in un appagante gioco in cui mi negava il calore della sua bocca avvolta attorno alla cappella concedendomi tuttavia il lusso dell’eccitazione.

«Di chi è quel basco?» chiedi non appena osservi il copricapo verde poggiato all’appendiabiti.
«Appartiene alla ragazza coi capelli viola».
«Me ne parli?»
«Te ne parlo la volta prossima».

Ma non esiste una volta prossima, non esiste una volta prossima per chi non lo prende in bocca più di una volta, non esiste perché non ospito nessuno nel mio letto che definisca non piacevoli certi accorgimenti passionali. Come dicono i metallica Sad But True. Per questo alla bionda toscana concessi tante volte prossime, per questo alla bionda toscana parlai della donna dai capelli viola e relativo cappello verde, la donna che veniva da…
Ah giusto, dimenticavo un dettaglio: la ragazza toscana non era toscana. Era nata in Umbria, mi pare, e abitava in Liguria o nell’alessandrino, non ricordo con certezza. Comunque non in Toscana.

Seconda parte >>

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52 pensieri riguardo “L’altra bionda succhiava meglio.

  1. Santo cieloooooo….io scrivo libri erotici…ma tu ci sai fare! Dovresti prendere in considerazione il fatto di scrivere seriamente un libro….magari con i tuoi racconti dentro….andrebbe a ruba fidati…! Sei forte continua così! e continuerò a leggerei tuoi racconti…. 🙂

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    1. Ciao. Non ho mai preso in considerazione l’idea di un libro erotico perché sono un refuso ambulante. Inoltre non saprei come sviluppare una trama di 130 pagine con sfondo erotico.
      Ti ringrazio per i complimenti, in particolare se sei uno scrittore, fanno immenso piacere 🙂

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                    1. ahahahha come anche i cani…le tigri…i leoni…i gatti….ecc ecc….! Lo sapevo! ma cappuccetto rosso ci stava meglio! 😉

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                    2. ahhahahah! Io l’ho scoperto 10 anni prima di te! Comunque si dai Biancaneve…sotto i nani ci sta….ahahahaha! Della serie il buongiorno si vede dal mattino!

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                    3. ahahah…tranquillo…sembro…ma in realtà non faccio questi tipi di post qui…perché ho aperto il blog…un po’ per sfogarmi….! Sto passando un periodaccio…sono stata appena operata…per un cancro all’utero! Quindi mi serviva uno spazio…dove scaricarmi…! Comunque fuori dal blog (per il momento fuori dal blog)….sono affine ai tuoi standard….! Comunque se ti capita facci un salto…. 🙂

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