Whatsapp Addio!

Ho disinstallato Whatsapp due settimane fa, definitivamente. L’ho fatto senza avvisare, come del resto faccio sempre quando mi allontano da un qualche social. L’ho fatto consapevolmente e senza solennità di sorta.
Vivo meglio? No.
Vivo peggio? Nemmeno.
Cosa cambia? La batteria del telefono dura di più; fine dei messaggi spam; una drastica ceresi alle conoscenze superficiali.
Principalmente rinunciare a whatsapp non significa regredire. Semplicemente costringe i conoscenti a riabituarsi agli sms, nulla di più. E se qualcuno presume di averti offeso, a tutti gli altri non frega un emerito cazzo. Si perché la verità è che quando rinuncio a uno strumento comunicativo (msn-myspace-instagram-facebook) so a prescindere che non cambierà nulla con le persone importanti nella mia vita.
Giorni fa ho compiuto gli anni. I primi senza whatsapp. Ma nonostante avessi rinunciato al servizio di messaggistica da appena una settimana, ho ricevuto la medesima mole di auguri di ogni altro anno. Gli assenti non erano che quelle amicizie superficiali il cui peso è risibile nella mia esistenza: quelli cioè che non ti fanno auguri a Natale se non sei tu a farli per primo; quelli a cui non scappa mai un sms del genere “Ciao, come va?”; quelli che quando incontri per strada ti dicono “ciao carissimo” e fingono di aver piacere a incontrarti, ma fuggono immediatamente dicendosi impegnatissimi.
Se volessimo davvero sparire dalla vita altrui, dovremmo cambiare numero, e forse indirizzo di casa. Sì, perché io ho amici che mi telefonano e vengono a trovarmi (e viceversa). E questo aspetto mi fa sentire bene, da ormai 15 anni, da quando ho il cellulare: ho sempre saputo che esistono persone che non mi vedano solo come un numero in rubrica.
A proposito, se siete tra quelli che ricevono una foto divertente e decidete di condividerla con i vostri contatti pensando che a questi faccia piacere impattare con una barzelletta che conosciamo sin dalla scuola materna, ecco, vi sbagliate.

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